Welfare aziendale nello studio dentistico

Welfare aziendale nello studio dentistico

Quando decidi di far salire di livello il tuo studio passando da un classico studio dentistico tra tanti a un’attività più complessa (ma anche più soddisfacente) devi considerare anche temi, molto importanti, come il welfare aziendale dello studio.

Il welfare aziendale offre grandi opportunità come la diminuzione del livello di tassazione.

Andiamo a scoprire:

  • cosa sia il welfare aziendale nello studio dentistico,
  • quali sono i premi di risultato,
  • alcuni esempi di attività che rientrano in questo argomento,
  • la differenza tra il welfare di produttività e il welfare aziendale.

Welfare aziendale e Premi di risultato

Il welfare aziendale può essere semplicemente definito come l’insieme di tutte le attività (beni, servizi e prestazioni), messe in atto all’interno dello studio, che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e il benessere di tutti i lavoratori e delle loro famiglie.

Quando si prendono le decisioni relative al welfare aziendale quindi si punta la propria attenzione all’interno dello studio dentistico, non all’esterno (verso i potenziali pazienti o i pazienti già presenti).

In fondo ormai è cosa nota che un lavoratore felice è una persona che lavora meglio, quindi impostare decisioni che migliorano il welfare aziendale porterà anche potenziali maggiori guadagni.

La legge considera come attività del welfare, tutte quelle attività che il lavoratore può escludere dalla determinazione del reddito derivante dal lavoro e per cui esistono sgravi fiscali.

I premi di risultato sono la forma di incentivo maggiormente conosciuta anche nel settore dentistico e odontoiatrico.

Dal 2016, con la Legge di Stabilità, i premi di risultato fanno ufficialmente parte di un regime fiscale agevolato che li rende particolarmente interessanti sia agli occhi dei lavoratori che per i titolari dello studio.

Prima del 2008, i premi di risultato facevano riferimento al comma 1 articolo 51 del TUIR che li considerava come parte integrante del reddito da lavoro e, di conseguenza, tassati con la tassazione ordinaria.

Questa situazione portava i lavoratori a non interessarsi a questo tipo di incentivi (perchè non particolarmente convenienti) e allo stesso tempo favorivano forme di remunerazione in nero, illegali.

Viste le circostanze dal 2008 al 2014, in via sperimentale, e dal 2016 in poi, in via definitiva (con una pausa nel 2015) i premi di risultato sono entrati a far parte delle attività di welfare aziendale con tassazione agevolata.

In questo modo lo studio dentistico e odontoiatrico può pagare in denaro i lavoratori che hanno raggiunto performance straordinarie e premiarli con questo strumento.

Esempi di Welfare Aziendale all’interno dello studio dentistico

Si possono mettere in pratica molte attività che fanno parte del welfare aziendale all’interno dello studio dentistico, vediamone alcuni esempi.

Il titolare dello studio può offrire ai lavoratori le prestazioni di welfare aziendale come:

  • la previdenza complementare e/o l’assistenza sanitaria,
  • i ticket per il ristorante (o buoni pasto),
  • gli abbonamenti il trasporto pubblico,
  • i rimborsi spese di istruzione per figli, di assistenza ai familiari anziani e non autosufficienti,
  • i premi per assicurazioni extra-professionali,
  • il rimborso degli interessi del mutuo,
  • i buoni acquisto (o Voucher).

I titolari dello studio dentistico hanno piena libertà di scelta su quali prestazioni premiare i dipendenti e sulla varietà di questi bonus.

I lavoratori saranno informati delle attività presenti nel welfare aziendale dello studio al momento del colloquio o di firma del contratto.

Gli importi delle varie prestazioni possono essere regolati da accordi con eventuali sindacati (se presenti), da contratti nazionali, territoriali o aziendali e persino da regolamenti interni allo studio.

Welfare di produttività e welfare aziendale

Esistono vari elementi che differenziano il welfare aziendale tradizionale dal welfare di produttività.

La prima differenza tra l’uno e l’altro tipo di welfare si trova in chi prende la decisione di erogare la prestazione oggetto del welfare.

Nel caso del welfare aziendale tradizionale (che consiste nell’integrare lo stipendio del lavoratore con beni e/o servizi aggiuntivi) è il datore di lavoro che decide di erogare il premio, in base ad accordi precedentemente sottoscritti.

Il welfare di produttività invece è erogato su richiesta del lavoratore.

In questo caso, il lavoratore chiede di ottenere una prestazione di un servizio o un bene al posto di un premio di produttività.

La seconda differenza tra le due tipologie di welfare è la modalità di erogazione della prestazione.

Il welfare aziendale può essere erogato al lavoratore solo ed esclusivamente sotto forma di beni o servizi.

Nel caso del premio di welfare di produttività invece è il lavoratore che chiede di sostituire il premio in denaro che gli spetta in prestazioni di servizi o in beni.

Inoltre, a seguito di una normativa non molto chiara a riguardo, la prestazione del welfare di produttività deve avere specifiche e dettagliate caratteristiche (da valutare sui casi concreti) per essere completamente deducibile o per non produrre reddito da lavoro per il lavoratore.

Lo studio dentistico che si trova ad affrontare decisioni riguardanti il welfare aziendale, può affidarsi ai consulenti aziendali per migliorare al massimo il risultato di esercizio dello studio (considerando la tassazione delle prestazioni) e anche la produttività dei propri lavoratori.

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