Riscossione accentrata dei compensi: come gestirla nello studio dentistico

Riscossione accentrata dei compensi

Quando parliamo di riscossione accentrata dei compensi, stiamo prendendo in considerazione una delle norme più controverse e disattese tra i dentisti.

Nel momento in cui, all’interno di uno studio dentistico si trovano ad operare figure di verse dal titolare, in che modo devono essere gestiti i pagamenti del paziente? Chi emette fattura? In pratica, chi deve di fatto incassare? 

Questo problema si manifesta principalmente quando un dentista si trova ad operare, ad esempio, presso lo studio di un suo collega, o faccia parte di una Srl odontoiatrica.

Per il fisco infatti le differenze tra un consulente o un collaboratore e l’odontoiatra che opera autonomamente sono nette.

A questo proposito gli scenari che possono verificarsi sono principalmente due:

  • il consulente/collaboratore opera per conto dello studio sotto un regolare contratto di collaborazione;
  • il consulente opera in proprio in virtù di un contratto di affitto locali all’interno dello studio.

Ma cerchiamo di andare per gradi e di fare un po’ di chiarezza continuando a leggere l’articolo su Markedonzia.

Cos’è la riscossione accentrata dei compensi?

La riscossione accentrata dei compensi è una legge finanziaria che prevede la riscossione della parcella in nome e per conto del professionista a cura della struttura sanitaria ospitante.

Gli importi riscossi devono poi contestualmente essere riversati al professionista in capo al quale permangono tutti i consueti obblighi contabili e fiscali ( legge 296 del 2006 art. 1 commi da 38 a 42 vigente dal 01/03/2007).

La riscossione accentrata dei compensi ha come scopo primario quello di controllare e se necessario perseguire l’evasione fiscale, dettando specifiche procedure di riscossione da parte di professionisti che operano presso strutture sanitarie private. 

In sintesi la riscossione accentrata dei compensi ci dice che: sia una struttura sanitaria privata che ospita e mette a disposizione di medici le strumentazioni necessarie, sia una che concede locali per l’esercizio dell’attività, ha obbligo assoluto di riscossione accentrata dei compensi dovuti per i servizi medico sanitari offerti presso di essa.

La struttura sanitaria di fatto, riscuote il compenso  rappresentando un vero e proprio tramite,  tra il Medico ed il paziente esclusivamente per  questioni di natura economica e fiscale. 

Ma di preciso cosa si intende per struttura sanitaria privata?

Cos’è una struttura privata?

Citando direttamente ciò che indica l’Agenzia delle Entrate, per struttura sanitaria privata si intende: “ …Tutte le società, gli istituti, le associazioni, i centri medici e diagnostici e ogni altro ente o soggetto privato, in qualsiasi forma organizzata, che opera nel settore dei servizi sanitari e veterinari” (provvedimento del 13 Dicembre 2007 con la Circolare n. 13/E del 15 Marzo 2007).

Da questo ne consegue che, indipendentemente dalla sua natura organizzativa, e dalla sua impronta giuridica, per il fisco uno studio dentistico è di fatto una struttura sanitaria privata quando, al suo interno, si trovano ad operare altri professionisti odontoiatri in forma autonoma oltre che al titolare effettivo dello studio.

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