Guadagno orario: cos’è e come si calcola il guadagno dello studio dentistico

come si calcola il guadagno orario

Gli studi dentistici troppo spesso non prendono in considerazione gli indicatori più importanti per capire il proprio utile (o guadagno), tutto ciò li porta a lavorare come pazzi per guadagnare il più possibile per paura di non riuscire a coprire i costi.

I consulenti dentisti e gli studi dentistici devono imparare a conoscere gli indicatori di performance (conosciuti come KPI) trattandosi di elementi fondamentali per una strategia di marketing odontoiatrico vincente.

Ma soprattutto, è indispensabile imparare a calcolare il KPI più importante: il guadagno orario o Ebit H.  Si tratta dell’indicatore più importante, perché da questo calcolo dipende poi l’attività lavorativa del dentista.

Andiamo a vedere con esattezza:

  • che cos’è il guadagno orario,
  • come si calcola l’Ebit H;
  • a chi appartiene il guadagno orario.

Che cos’è il guadagno orario

Il guadagno orario è conosciuto anche come Ebit Orario o Ebit H perchè deriva dall’acronimo inglese “Earning Before Interests and Taxes”.

Traducendo dall’inglese, l’Ebit non è altro che il guadagno prima degli interessi passivi e delle tasse.

Aggiungendo all’Ebit il fattore tempo, il guadagno orario è il guadagno prima degli interessi passivi e delle tasse all’ora.

Si prende quindi come riferimento un’ora di lavoro del dentista e si calcola il guadagno di quell’ora di lavoro prima di pagare gli interessi passivi e le tasse. 

Con guadagno orario quindi si intende quanto lo studio guadagna per ogni ora di lavoro.

Come si calcola l’Ebit H

Ora che abbiamo spiegato nel dettaglio che cos’è il guadagno orario, vediamo come si calcola così da poter calcolare quello del tuo studio.

Per calcolare l’Ebit H dobbiamo conoscere i costi totali per la prestazione lavorativa, per comodità di calcolo consideriamo uno studio che svolga soltanto una determinata categoria di prestazioni come quelle odontoiatriche.

Ricordiamo che i costi totali sono dati a loro volta dalla somma tra i costi variabili e i costi fissi.

Nominiamo con T la tariffa applicata al paziente.

L’Ebit assoluto (non rapportato al guadagno orario) si calcola semplicemente sottraendo alla tariffa pagata dal paziente i costi totali.

Ebit= T – CT

Se vogliamo ulteriormente spacchettare i costi totali (CT) in costi fissi (CF) e costi variabili (CV) possiamo scrivere la formula dell’Ebit assoluto come:

Ebit= T – CF – CV

Per calcolare il guadagno orario dobbiamo rapportare questa formula al tempo di un’ora.

L’Ebit H si calcola con questa formula:

Ebit H= Ebit / 60*t

Dove “t” è il tempo impiegato per svolgere la prestazione espresso in minuti.

Facendo questi calcoli ci possiamo rendere conto che alcune prestazioni potrebbero avere Ebit assoluto più basso di altre prestazioni ma avere un  guadagno orario più alto semplicemente perché ci vuole meno tempo per eseguirle.

In questo caso, è più economicamente conveniente mantenere la prestazione con Ebit H più alto rispetto a quella con Ebit assoluto più alto ma Ebit H più basso.

Ecco spiegato perché il guadagno orario per lo studio dentistico è l’indicatore più importante.

A chi appartiene il guadagno orario

Specificare a chi appartiene il guadagno orario è molto importante perché molto spesso i dentisti titolari dello studio confondono il proprio guadagno personale con il guadagno dell’azienda.

Il guadagno assoluto (Ebit) e il guadagno orario (Ebit H) che abbiamo appena calcolato appartengono allo studio, non personalmente a nessun dentista (nemmeno a quello che ha eseguito la prestazione). Insomma, se si vuole diventare un  dentista imprenditore, è imperativo imparare a menadito questo calcolo per verificare in modo corretto l’andamento dello studio.

Questa è una specifica molto importante da fare perché, se si sbaglia questo presupposto di base, ogni decisione presa considerando l’indicatore guadagno orario sarà sbagliata.