Beneficio fiscale dell’innovazione tecnologica nel settore odontoiatrico

Beneficio fiscale dell’innovazione tecnologica nel settore odontoiatrico

Come in tutti gli altri settori d’impresa, oggi, anche il settore odontoiatrico può godere di un beneficio fiscale dato dall’innovazione tecnologica. Va precisato che tale  beneficio fiscale, è riservato alle imprese e quindi ne sono esclusi tutti i professionisti e gli studi associati.

In questo articolo parleremo del credito d’imposta generabile dall’innovazione tecnologica e di come lo stesso si integri, accumulandosi con tutti gli altri crediti d’imposta.

Il Credito d’imposta per l’ Innovazione Tecnologica

Per quanto riguarda il credito d’imposta e le spese riconducibili all’innovazione tecnologica

vengono previste due tipologie di beneficio, la prima è nella misura ordinaria del 10%  della base di calcolo determinata fino ad un massimo di 2 milioni e mezzo, la seconda invece è maggiorata al 15% , quando le innovazioni tecnologiche sono finalizzate al raggiungimento di specifici obiettivi come transizione ecologica o innovazione digitale 4.0.

Praticamente ad essere agevolati al 15% potrebbero essere tutti quegli investimenti mirati, ad esempio, alla digitalizzazione dei processi o l’efficienza energetica dello studio.

Per fare alcuni esempi pratici:

  • Digitalizzazione dei processi produttivi di radiologia;
  • Digitalizzazione dei processi produttivi di implantologia;
  • Digitalizzazione dei processi produttivi di ortodonzia.

Ambito oggettivo e soggettivo dell’innovazione tecnologica

Come detto in principio a poter godere del  beneficio del credito d’imposta  per l’innovazione tecnologica sono soltanto le imprese, e restano quindi esclusi sia i professionisti che gli studi associati.

Di fatto quindi nell’ambito soggettivo d’interesse possono accedere solo la Srl odontoiatrica, la Stp, le società di persone e le cooperative. Rientrano tra i possibili beneficiari anche le imprese familiari e le imprese individuali regolarmente iscritte al registro delle imprese.

Ciò che risulta interessante sottolineare, è come la norma che regola tali agevolazioni, preveda anche l’ipotesi di un massiccio miglioramento dei processi e prodotti già esistenti. Questo fa dedurre che la ristrutturazione di sistemi obsoleti, con conseguente miglioramento generale, siano di fatto agevolabili. Tale ipotesi era esplicitamente esclusa in precedenza.

Accedere al bonus dell’innovazione tecnologica

Per poter accedere al bonus dell’innovazione tecnologica i passi da compiere sono tre, vediamoli insieme punto per punto:

  • Redigere un report tecnico che descriva e illustri i contenuti, i risultati e le finalità di tutte le attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta, controfirmato dal rappresentante legale d’impresa;
  • Esibire una certificazione dei costi sostenuti, ottenuta dall’incaricato della revisione legale dei conti;
  • Effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico.

Come usufruire dell’agevolazione

E’ possibile usufruire dell’agevolazione riguardante il beneficio fiscale per l’innovazione tecnologica , esclusivamente in tre quote annuali dello stesso importo, a decorrenza del periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. Una cosa molto interessante da sottolineare è che l’agevolazione del credito d’imposta in questione risulta cumulabile con altre agevolazioni, aventi per oggetto i medesimi beni.

Ma cerchiamo di fare un paio di esempi pratici che possono essere utili per comprendere il senso generale della norma in termini di agevolazione complessiva:

Software gestione e cumulo dei bonus.

Immaginiamo che uno studio sia intenzionato a procedere in un percorso di digitalizzazione 4.0 totale, e per farlo si avvalga di strumenti digitali quali ad esempio, un software gestionale che copra in modo completo ogni attività produttiva dello studio. Supponiamo che il costo totale per questo software sia di 100Euro e che annualmente il costo del personale dedicato a questo progetto sia di 300Euro.

Questo investimento, a seconda dell’impronta giuridica dello studio, avrebbe le seguenti caratteristiche economiche e fiscali: al netto delle agevolazioni fiscali il bene acquistato per 100 Euro (Il software) viene di fatto pagato 29,1 Euro dal professionista puro, 22,4 Euro dalla srl odontoiatrica e 4,1 Euro dalla società di persone.

Se invece immaginiamo di cumulare all’agevolazione per Innovazione Tecnologica anche l’agevolazione per la formazione 4.0, lo scenario sarà il seguente: ha conseguenza dei crediti di imposta cumulabili, gli studi configurati in forma di impresa generano un risultato numericamente negativo il che starebbe ad indicare che l’investimento invece di produrre costi, teoricamente produce guadagni.

E’ doveroso precisare che il credito d’imposta per l’innovazione tecnologica, non è cumulabile con quello ad esempio per la ricerca e sviluppo.

Beni materiali 4.0 e cumulo dei bonus.

Partiamo dalla situazione precedente, ma al posto di un bene come il software, mettiamo un bene di natura materiale come ad esempio, apparecchi per le radiografie, scanner, stampanti 3d, ecc. ecc.

Immaginiamo che anche in questo caso si voglia procedere verso una digitalizzazione totale dello studio, con un investimento complessivo di 500.000 Euro tra apparecchi, impianti e tutto il resto.

Nel primo scenario ( deducibilità fiscale ordinaria + credito d’imposta beni strumentali 4.0) avremo evidente il vantaggio competitivo delle imprese rispetto ai professionisti.

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